Aiuto

E così arrivi all’aiuto. E l’aiuto è una bella signora di 65 anni che ti dice: “sei un ipersano che ha sbattuto contro un tram”.  E non essendo un’amica o un amico tu puoi anche permetterti di crederle senza temere di ingannarti (ovviamente il fatto che in quel momento lei sia pagata da te non conta).

Baby I have been here before
I know this room, I’ve walked this floor
I used to live alone before I knew you.
I’ve seen your flag on the marble arch
Love is not a victory march
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Ma poi la signora ti da anche una microscopica pillola al giorno, dicendoti che è per  guarire le ferite da tram. E queste pillola ti manda su e giù – sensazioni nuove e non piacevoli. E alla fine un attacco di panico, appena sceso dalla macchina. Respira forte con la bocca, siediti, aspetta che tutto smetta di girare. Un passo avanti e dieci indietro.

2 Pensieri su &Idquo;Aiuto

  1. Io le pillole magiche le rifiuto. Il mio dolore me lo gestisco anche quando mi strappa il cuore dal petto e me lo mette sul tavolo ad osservarmi. Preferisco vedere. Preferisco andare a letto alle 20 con un bicchiere di latte chiudendo il mondo fuori e cercando di trovare un motivo il giorno dopo per alzarmi. Il lavoro aiuta tanto, indossi una corazza e vai avanti. Segui mille progetti, rispondi alle email alle ore più improbabili ed improvvisamente ti accorgi di essere troppo efficiente.

    In qualche modo aiutano anche gli amici che, pazienti, ti ascoltano anche quando le tue parole difettano di logica ed il tuo interlocutore non capisce più dove andare a parare. A me aiuta molto tenere un diario quotidiano di cosa faccio, delle mie emozioni, dei sentimenti che provo, del dolore e della rabbia. Perché a me? Dove ho sbagliato? Quando non me ne sono accorto? La punizione senza peccato è complessa da accettare. Alcuni ti dicono anche che è colpa tua, che in qualche modo sei stato complice, compiacente e tu ti ritrovi accusato di colpe che non ha nemmeno pensato. Ma il dolore non cambia anche quando hai delle colpe. Alla fine il perché non conta, conta l’effetto finale.

    Anche io ho un aiuto molto bravo, un mite signore di oltre 70 anni che mi sbatte in faccia la realtà con una bastonata e che mi costringe a prenderne atto, ad uscire dal mondo surreale che la mente si crea per affrontare la realtà, il presente. È un lavoro probabilmente utile, certamente lungo e che rischia di tirarti fuori cose dal cuore che forse farebbero bene a rimanere sepolte. Spaventa questa strada che non sai dove ti potrà condurre.

    Aiuta anche la politica del piccoli passi possibili. Invece di definire un piano che abbia un senso logico per i prossimi mesi, i prossimi anni, io mi accontento di sapere cosa riesco a fare domani. E domani cercherò di capire cosa riesco a fare dopodomani. Sto imparando a capire che ognuno fa il suo meglio e che non è un problema di cosa si vuole fare ma di quello che si riesce a fare.

    Ho perso 15kg e questo va nella parte positiva della faccenda. Cambiare guardaroba, i complimenti delle persone che ti incontrano, il piacere di buttare la taglia 52 e entrare con scioltezza in una fighissima 46, le preoccupazioni dei tuoi amici che ti vedono troppo magro ed il tuo ex amore che ti trova più rassicurante nel tuo vecchio aspetto, 15kg fa.

    Gli attacchi di panico a me sono passati così, camminando molto, parlando molto e cercando di respirare, passo dopo passo. Dormo ancora molto poco ma anche qui rifiuto una pillola. Mi limito a delle gocce di erboristeria che aiutano nelle notti non troppo difficili. Altrimenti leggo, navigo e scrivo limitandomi a dormire tre ore per notte.

    Io stavo con una ragazza difficile e quindi a me aiuta anche non ascoltare quello che mi dice o mi diceva ma limitarmi a valutare i comportamenti. Risolvere la dicotomia tra un “ti amo” ed il non volerti vedere per tre settimane è facile se smetti di ascoltare e valuti i comportamenti. Se non mi vedi, non mi ami e questo ti consente di migliorare la sanità mentale, un bene assai prezioso per me. Spero tu sia più fortunato.

    Ti abbraccio forte
    Ulisse

  2. Grazie Ulisse 🙂 mi dai qualche ragione per continuare la lotta, e quante somiglianze…. comunque – le pillole – a questo punto vado a vedere dove e se smettono di avere effetti strani. Ma se non smettono, le smetto io. E non credo riusciranno mai a nascondermi il dolore…

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