Taking’ bout a revolution

Io vado già da qualche anno dicendo a figli ed amici che le cose non vanno bene e che il periodo di pace più lungo della storia sta per finire. Troppi devono troppo a troppo pochi, troppi hanno pochissimo e pochissimi hanno quasi tutto.

Noi, nel senso di noi che andiamo al ristorante, abbiamo uno stipendio e una assicurazione e un ombrellone al mare possiamo tranquillamente non accorgercene. Siamo ancora in abbastanza per poterci illudere di essere quasi tutti. Ma siamo sempre più in un Truman show, e la campana di vetro si sta stringendo.  Ce ne possiamo accorgere solo se ci concentriamo, ci pensiamo e magari leggiamo i libri di storia. Ma il coro della politica fa di tutto per non farcelo vedere. O va tutto bene e “stiamo per” diventare ricchi e famosi, o, per quelli per cui va tutto male, la colpa è degli “altri”, che sono quelli che hanno ancora meno dei moltissimi che non hanno quasi più nulla. Una gara al ribasso, la negazione di ragione, etica e solidarietà. Solo ambizione e bramosia di potere o, per quelli in buona fede, squilibrio mentale.

Nell’ultimo anno mi sento molto meno solo; molti che ne sanno molto più di me e che questa cosa l’avevano vista arrivare da tempo hanno cominciato a parlarne. Anche gente autorevole, tipo il Papa o il fondatore del PD. Non mi fa tanto più contento, mi preoccupa ancora di più. Anche perché le soluzioni proposte non ci sono, sono invocazioni o slogan residuali tipo “acceleriamo l’integrazione europea”. Ha.

E poi, anche se avessero un programma, nessuno li vota, questi pessimisti. E così io continuo a preparare i ragazzi perché se ne possano andare e a pensare a come forse una piccola rivoluzione potrebbe fermare gli ingranaggi. Siamo disposti ad avere un poco meno?

 

 

(updated due giorni dopo)

A cena con amici c’era una figlia diciottenne che è entrata nella conversazione su quanto sopra e ha categoricamente smentito la possibilita’ di una Guerra. Perché’, la sua logica, oggi al contrario di 70 e 100 anni fa tutti   i ragazzi (che sono quelli che poi in guerra ci devono andare) sono molto più istruiti e hanno studiato cosa succede, con le guerre. E’ un ottimo argomento, ed è un fatto vero. Spero che basti. Qualche dubbio ce l’ho, perché’ basta il 20 per cento di estremisti, populisti, fanatici, anche tra i ragazzi, per diventare velocemente maggioranza. E se l’istruzione da sola bastasse a farci essere più logici e migliori ed etici, quante altre cose “di massa” non dovrebbero succedere, ora che tutti studiano fino ai sedici anni?

Ma è stato bello sentire l’ottimismo, e non tutto si può spiegare con la logica e con la storia.. Quindi…

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