Che giornata!

Muore Dario Fo, Bod Dylan diventa poeta laureato.

Questo è un tuffo diretto nella mia gioventù, alla faccia di chi disprezza il guardare indietro. Il secondo disco che ho avuto in mano, dopo Toto e Tata sulla luna, e prima della battaglia di Poitiers di Carlo Martello, era Non aspettate a batterci le mani, ero piccolo e non capivo granchè ma capivo abbastanza per innamorarmi di quella gioia di essere. E poi la Palazzina Liberty, e gli amori. Tutta una vita, seguendolo, fino al tripudio della Storia di Qu.

E il Nobel a Dylan, che rende giustizia alle notti passati in sala di casa ad ascoltare i dischi e leggere i testi mentre tutti dormivano. Su questo libro, comprato appena uscito nel 1977…. L’inglese scritto, io l’ho imparato lì.
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E quante camminate cantando, e dichiarazioni d’amore pensate su just like a woman e grida di liberazione su all along the watchtower, ragazze corteggiate con quel melensissimo knocking on heaven’s door… Che buffo, comunque, che i premi arrivino quando il meglio è finito, quando ci si è ridotti ad inventare cose futili, quello che ho visto a Milano sei mesi fa non era lui, questo è chiaro.

Giorni che rimescolano i ricordi, insomma. Come ci rimescolava il cuore questa canzone

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