Compiti a casa

Primo.

Trova una risposta alla domanda: quale è il tuo posto nel mondo. E’ (anche) questo che mi fa mancare il respiro. Lo sapevo, fino ad ieri. Sapevo dove tornare, ogni volta. Ora quel posto (fisico, mentale, affettivo….) non c’è più – anzi c’è ancora  ma ora è una trappola infernale che ti attira e ti avvelena. L’esercizio consiste nel trovarne un altro, con tutti i suoi perché.

Secondo.

Risolvi il  seguente problema: oggi la stessa persona è

  • il tuo unico e disperato amore
  • la madre dei tuoi figli
  • un mostro epocale

Presenta un piano per ridurre le tre verità a una, massimo due.

A fine esercizio, ascolta questa. Non ci capirai molto ma ti sentirai meglio 

4 Pensieri su &Idquo;Compiti a casa

  1. Caro amico,

    mi sarebbe venuta voglia di presentare una giustificazione, tipo “il cane mi ha mangiato i compiti” per evitare di farli.

    Poi ci ho pensato meglio ed ho pensato di non farli lo stesso.

    Il primo problema presenta un errore perché il tuo posto nel mondo non ha nulla a che vedere con il tuo spazio affettivo, con il tuo punto di ritorno.

    Per giunta in questo momento il punto di ritorno non è calcolabile perché siamo in movimento. Se ad una stella binaria, improvvisamente fai sparire la compagna, si determina necessariamente una variazione sia nella stella rimanente, che nei corpi celesti che sono influenzati dalla gravità di queste stelle. E più grandi sono le stelle, più affollato il sistema di pianeti che ruotano accanto, maggiori saranno i cambiamenti.

    Ne consegue che in questo momento la destinazione finale non è calcolabile ed è ignota. Posso calcolare dove sarai domani, forse dopodomani ma poco di più. Io sopravvivo a questo con la politica dei piccoli passi possibili, per non impazzire, per non perdere un minimo di senno, per dare un senso al mio svegliarmi da solo alla mattina.

    Il tuo posto nel mondo è facile da calcolare. Sai bene chi sei, sai cosa hai ottenuto, sai quanti ostacoli, quante difficoltà hai superato. Quello che da fuori sembra un percorso stellare senza intoppi, per te è stata una lotta continua fatta di grandi successi, grandi dubbi, rinunce e mille difficoltà. Niente e nessuno può toglierti tutto questo. Nemmeno tu.

    In questo ti aiutano anche i figli. Per loro sarai sempre papà, l’unico ed inimitabile papà. E anche lei dovrà accettare che potrà divorziare da te ma non potrà mai strapparti dal cuore dei tuoi figli. Oggi ti sembra nulla ma, credimi, è una delle poche certezze della vita.

    Quindi abbiamo un punto di partenza (tu), non abbiamo un punto di arrivo (in fondo non lo abbiamo mai) ed abbiamo un viaggio da A a B. Io sto male da 132 giorni, una data convenzionale che ho identificato con il momento quando sono stato male per la prima volta, quando il mio corpo si è rivoltato contro di me per segnalarmi un problema, un dolore che avevo nel cuore e che non volevo riconoscere.

    Mi scoccia ammetterlo ma questi 132 sono stati i giorni più dolorosi della mia vita ma anche quelli più vivi, pieni di emozioni, dolori e felicità e mi hanno fatto scoprire attorno a me un mondo inaspettato, ricco di amici, persone inaspettate che improvvisamente fanno cose folli per te, figli che se ne escono con parole di saggezza infinita ed una vita molto più intensa, dolorosa ma anche vivida. Spesso descrivo questo processo come un risveglio, non bello ma sveglio.

    Avessi una pillola vorrei tornare a sognare e probabilmente la porterei anche a te.

    Purtroppo questi 132 giorni non sono passati invano. Io non potrò mai più guardarla negli occhi con lo stesso spensierato amore con cui la guardavo prima e non potrò mai dimenticare quello che mi è successo in questi giorni. Se oggi lei mi chiamasse e mi dicesse “ti amo, torna” onestamente amico mio non so se tornerei e anche se tornassi sarei diverso. La donna che vedo oggi non è il mio amore che tanto ho adorato in questi anni. È una donna diversa, io sono un uomo diverso e su queste basi devo ripartire. Magari possiamo tornare insieme ma quell’amore di prima, quella configurazione spazio-temporale non esiste più e non potrà mai più tornare. Fa male saperlo ma almeno mi consente di definire un pezzo di una rotta. Sono andato da A a B e quello non me lo toglie nessuno, nemmeno lei. I ricordi, le emozioni, i momenti fantastici, magari per lei sono stati falsi e inutili ma nel mio cuore so bene cosa hanno significato e quei momenti non me li ruberà nessuno.

    Ora devo andare da B verso l’infinito, non calcolabile ma non per questo non reale. Procedo al buio ma so che esiste tutto un universo con cui interagire.

    Il secondo problema è più facile. Ad una mente raffinata come la tua non sfugge il fatto che non vi è alcuna contraddizione fra i tre enunciati. Anzi molte persone sposate felicemente ti direbbero che la propria compagna è una stronza siderale.

    A me aiuta pensare che anche lei sta facendo quello che può, che ha affrontato forse la mia stessa vita, i miei stessi problemi e che ha trovato soluzioni diverse. Ha semplificato l’equazione eliminandomi.

    Anche questo problema è razionalmente mal posto. Se fosse l’amore della tua vita non ti avrebbe eliminato. Lo so, scusa ti faccio male. Lo sai anche tu che è così ma il cuore ha ragioni che la mente non comprende e questa cosa ti fa male. Fa malissimo anche a me. Razionalmente io so che non è la donna per me e che non è coerente, che se mi amasse non mi lascerebbe solo e disperato. In realtà ti manderei una foto del mio viso quando lei mi scrive dicendomi “ti amo, non piangere”. Io non riesco a non esserne felice, a guardare il mio telefono come fosse un oggetto unico e mai visto prima.

    Quindi non puoi ridurre queste verità. Puoi solo accettarle. Una è inossidabile e lei rimarrà per sempre la madre dei tuoi figli e ci avrai a che fare per sempre. Le altre due chissà.

    Mi dispiace non aver potuto fare i compiti. Non ho capito niente della spiegazione che la vita mi ha fatto del mio amore. Magari fanno i corsi di recupero.

    p.s: ma anche a te gli amici iniziano a citare Ferradini?

  2. Ferradini nel senso di prendi una donna dille che l’ami….? No nessuno c’ha ancora provato 🙂 . Ma merita sicuramente uno spazio.

    Mi sembra che tu i compiti li abbia fatti eccome. E che sia molto ma molto più avanti di me nella razionalizzazione. Del resto 132 sono molti di più dei miei 30…

    Ma se sono d’accordo sul problema due (di fatto la soluzione si sa, ma mi spaventa non vedere come arrivarci), sul problema uno non lo sono.
    Il mio posto nel mondo ha molto a che vedere con il mio punto di ritorno. Per 10 anni ormai io ho vissuto come un pendolare, sempre da e con posti più o meno remoti, e quello che mi faceva resistere era proprio il senso di appartenenza affettivo. L’averlo perso mi disorienta, e devo ricostruirlo. E non potranno essere i figli (ne ho parecchi, come sai che ne ho?) perché sarebbe ingiusto caricarli di questa responsabilità. Credo.

  3. Ciao amico caro,

    ti rispondo rapidamente prima di andare a letto. Oggi per me non è una bella giornata, ho lavorato molto, il mio ex amore continua a vivere in diversi universi paralleli, compreso quello in cui mi ama ed io sono semplicemente stanco di parlare di lei. Sta poi per arrivare il weekend che per me rappresenta un momento davvero difficile della mia vita quotidiana.

    So che hai figli perché era il secondo postulato del problema due.

    A questo proposito, il mio “aiuto” mi chiede come si fa a sentirsi soli con figli adolescenti. Non lo so bene come possa succedere, ma a me succede. Però sono cosciente delle responsabilità che ho nei loro confronti. I miei genitori sono stati molto assenti con me per molti motivi. Io cerco di essere presente nella loro vita ed ho fatto molte scelte in funzione loro. Non mi bastano, la mia vita affettiva ha necessità molto più ampie e complesse ma sono un punto fermo.

    In una dimensione dove tutto ruota, dove improvvisamente non hai più nessun punto di riferimento, averli come punti stabili aiuta e diventa quasi un elemento prezioso attorno al quale iniziare a ricostruire.

    So che devo cercare una nuova casa non troppo lontano da loro ma nemmeno troppo vicino, so che Sabato mattina andrò ad un concerto di mio figlio e che viaggiare con loro è molto divertente. In un viaggio recente, mia figlia mi ha tenuto svariate lezioni di arte e di vita. Ho perso una bambina ed ho acquistato una giovane donna che si affaccia alla vita con l’energia e la determinazione che anni fa ho visto in sua madre. Non basta ma è un punto di partenza, mi rende meno liquido e mi costringe a condensarmi in un luogo fisico determinato per un po’ di tempo, perché mi devono vedere stabile, in forma, in ascolto ed in qualche modo sereno.

    Per la mia mente devastata, è un aiuto molto potente. Un punto di arrivo sicuro ed eterno. Io sarò per sempre il loro padre ed in un mondo dove in un giorno perdi tutto quello che hai costruito in anni di duro lavoro, questo “per sempre” non è esattamente quello che vorrei ma non posso non coglierne l’aspetto unico ed immutabile.

    Ben poche cose al mondo sono “per sempre”.

    Io sto ragionando sulle motivazioni che ci hanno portati ad intraprendere la nostra storia d’amore tanti anni fa. Tu sei sicuro che le condizioni di allora esistano ancora oggi? L’acqua a zero gradi è solida, poi diventa liquida. Un cubetto di ghiaccio sul mio tavolo è assai solido ma domattina sarà solo una macchia bagnata e parzialmente evaporata. E non posso non pensare al fatto che non è colpa del mio cubetto così come non è colpa del calore della mia casa che ho imparato a tenere ben calda proprio grazie a lei.

    Sul pendolarismo avrei molte cose da dirti ma temo di ferirti troppo e quindi ti invito solo a pensarci un po’. Magari il senso di tutto quello che ti sta capitando va cercato proprio nella necessità di condensarsi in un luogo, di tornare ad una dimensione meno ampia e più semplice. 10 anni sono davvero tanti amico mio. Sei sicuro di meritarti una condanna così lunga? Perchè? Quale potrebbe mai essere la colpa da espiare?

    Sto leggendo un libro che ti piacerebbe, “L’arte di pensare chiaro” di Rolf Dobelli. Il titolo e il colore sono orribili ma il testo è interessante. Una collezione di brevi articoli. Non sempre ti farà bene ma aiuta a distillare, a semplificare, a guardare meglio dentro di te. A me parla molto della mia storia e delle mie difficoltà.

    Adesso vado a dormire cercando di non pensare. Mi sono meritato un po’ di silenzio.

    Ti abbraccio

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